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Ottobre 2019

Flessibili Splendori, raccontata da Mr. Colombo

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Niente di meglio che Mr. Antonio Colombo in persona, presidente di Columbus, come guida d’eccezione per una prestigiosa visita privata della mostra “Flessibili Splendori”, il primo dei quattro appuntamenti di “Columbus Continuum”, la rassegna dedicata alle celebrazioni del centenario della fondazione dello storico marchio Milanese.

Columbus Continuum – I mobili Columbus su licenza Wohnbedarf

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COLUMBUS CONTINUUM
I mobili Columbus su licenza Wohnbedarf


Sezione della mostra Flessibili Splendori. Columbus e il mobile in tubo metallico.

Nei primi mesi del 1933, l’industriale milanese Angelo Luigi Colombo decide di incontrare l’architetto Marcel Breuer, per chiedergli dei suoi mobili in tubo d’acciaio. Nei laboratori dei metalli al Bauhaus, a partire dalla metà degli anni Venti, infattii, l’architetto ne aveva per primo sperimentato l’utilizzo per l’arredamento con la poltrona Wassily (1925) ma soprattutto con la cantilever chair a sbalzo (1926).
Su un biglietto da visita, Breuer annota per Colombo il nome della neonata impresa zurighese Wohnbedarf, fondata dallo storico e critico Sigfried Giedion e dall’architetto Werner Moser, e in possesso dei diritti per la produzione industriale dei suoi arredi.


Biglietto da visita di Marcel Breuer, 1932, Archivio Storico Columbus, fondo documenti.

Un’azienda senza fabbrica, la Wohnbedarf, che si appoggia a produttori specializzati e competenti nelle lavorazioni metalliche, come la svizzera Embru di Rüti. Facendo seguito al suggerimento di Breuer, Angelo Luigi Colombo firmerà un accordo per realizzare in esclusiva e su licenza, con il suo marchio Columbus, i mobili di Breuer e di altri architetti del Bauhaus e di scuola svizzero-tedesca, come Flora Steiger o Werner Moser.

Werner Max Moser, poltrona per ospedale, produzione Wohnbedarf, 1934.
Collezione privata, Zurigo.
Flora Steiger Crawford, sedia 33S, impilabile in piattina con seduta in legno, 1934.

Nel 1933 Wohnbedarf, di cui Max Bill ha disegnato l’identità visiva, aveva aperto un negozio a Zurigo, sempre su progetto di Breuer – rimasto per molti anni, ben oltre il secondo dopoguerra, un importante riferimento per la distribuzione del settore. Nello stesso periodo aveva iniziato inoltre a produrre arredi di Alvar Aalto, Alfred Roth o dello stesso Giedion.

La mostra Flessibili splendori. Columbus e il mobile in tubo metallico è visitabile fino al 9 novembre 2019.
A cura di Alessandra Bassi.
Progetto di allestimento a cura di Franco Raggi.

Dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19.
Sabato dalle 15 alle 19.

 

Columbus Continuum: Video Inaugurazione Flessibili Splendori

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Flessibili Splendori: Columbus e il mobile in tubo metallico
a cura di Alessandra Bassi
Inaugurazione mercoledì 25 settembre, ore 18.30
Dal 26.09 al 9.11.2019

Columbus continuum. 100 anni di un’industria metallurgica milanese, è il titolo di una serie di mostre e attività, che si sviluppano nel corso di un anno, collegate ai cento anni di Columbus, azienda metallurgica italiana specializzata nella produzione e lavorazione del tubo metallico e delle sue diverse applicazioni. Le 4 mostre avranno luogo nella galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea, da vent’anni punto di riferimento a Milano (Via Solferino 44) per l’arte figurativa contemporanea, fondata da Antonio Colombo nel 1998.
Nel corso di cent’anni – l’azienda è stata fondata da Angelo Luigi Colombo nel 1919 a Lambrate – ha sviluppato diverse lavorazioni legate alla metallurgia e realizzato prodotti finiti in svariati ambiti, dai mezzi di trasporto all’arredamento.
Per raccontare le tante storie presenti in questa vicenda imprenditoriale unica, collegata al fondatore e al figlio Antonio Colombo, sono state organizzate quattro mostre che ricostruiscono l’intervento nei diversi settori, dedicate rispettivamente ai mobili metallici; ai tubi d’acciaio per i telai delle biciclette; alla storia generale dell’azienda e ai suoi caratteri di innovazione e ricerca che l’ha spinta ad operare e collaborare per grandi realizzazioni, dagli aeroplani alle automobili; ed infine alla costante attenzione e relazione con il mondo dell’arte.
Oggi l’attività di Antonio Colombo continua nel mondo del ciclismo con i marchi Columbus, che produce tubi d’acciaio e forcelle in carbonio per biciclette, e Cinelli, produttore di telai e componenti per bici.

La prima mostra Flessibili Splendori: Columbus e il mobile in tubo metallico, curata da Alessandra Bassi e con il progetto di allestimento di Franco Raggi è dedicata alla produzione dei mobili in tubo metallico avviata dall’azienda A.L. Colombo nel 1933 e conclusasi nel dopoguerra.
La produzione ha inizio quando viene acquisita la licenza esclusiva per la produzione in Italia dei mobili metallici dell’azienda zurighese Wohnbedarf, che aveva sviluppato modelli con molti architetti, tra cui Alvar Aalto, Sigfried Giedion, Werner Moser, Alfred Roth o Flora Steiger, ma soprattutto con Marcel Breuer che dalla metà degli anni venti aveva progettato all’interno del Bauhaus con il tubolare d’acciaio.
Columbus realizza, su licenza, mobili “originali” con la competenza specialistica e di qualità nella lavorazione del tubo d’acciaio ma anche della sua curvatura, esito di un processo assieme meccanico e di perizia esecutiva manuale.
Non è dunque un caso che l’architetto Giuseppe Terragni – e prima di lui Giuseppe Pagano, fra l’altro per il design di un diffusissimo portaombrelli – si rivolgesse proprio a Columbus per gli arredi in tubo metallico degli edifici comaschi della seconda metà degli anni Trenta, come la Casa del Fascio o l’asilo Sant’Elia. Poltrona e sedia, con il caratteristico sbalzo elastico, adottate in entrambe le architetture, vennero prodotte in piccole serie “industriali”.
Fra i progettisti italiani, un’altra collaborazione prestigiosa di Columbus è stata con Piero Bottoni, in occasione della VI Triennale di Milano del 1936, dove per la Sala d’attesa per lo studio di un medico vengono sperimentate diverse soluzioni per poltrone basate su un originale incrocio elastico.

Quella di Columbus è una vicenda importante per la storia del design italiano, che è stato possibile salvaguardare e ricostruire grazie alla meritoria volontà di Antonio Colombo, figlio di Angelo Luigi, che ha voluto costituire l’Archivio Columbus, incentivando studi, pubblicazioni (il volume Flessibili splendori. Il mobile in tubolare metallico. Il caso Columbus, Electa, 1998), iniziative e mostre, come quelle che si svolgeranno quest’anno in cui ricorre il centenario di fondazione dell’azienda paterna.
L’Archivio Columbus rappresenta un unicum a livello internazionale di un patrimonio salvaguardato nel tempo, costituito da centinaia di arredi originali, progetti e disegni, cataloghi e pubblicità propri e della concorrenza, stampi in legno per la produzione e documenti. Un antesignano archivio d’impresa, attivo dalla metà degli anni Novanta, che ben testimonia la dimensione caratteristica dell’imprenditoria avanzata in Italia, unione di capacità di ricerca e innovazione, dialogo con il progetto e un’appropriata e visionaria dimensione culturale.

A seguire, a partire da Novembre, altre tre mostre: la prima mostra vuole mettere in evidenza il contributo cruciale di Columbus all’evoluzione del ciclismo professionistico, grazie alla produzione di tubi d’acciaio speciale utilizzati per la realizzazione di biciclette d’eccellenza di campioni del calibro di Coppi, Anquetil, Ritter, Gimondi, Merckx, Moser, e l’altrettanto fondamentale ruolo che l’azienda gioca oggi nel contesto del rinascimento dell’acciaio e dei maker, allievi dei telaisti storici, che stanno dando nuova vita ai telai d’acciaio.
La seconda, che colloca Columbus all’interno del più ampio panorama della storia d’impresa italiana. La vita dell’azienda sarà ricostruita attraverso le tappe chiave della sua produzione, come gli approfonditi studi sulla metallurgia, testimoniati da prodotti, brevetti e soluzioni tecniche.
La terza (e ultima di quattro) esplora il rapporto tra bicicletta, velocità, tubi Columbus, Cinelli e il mondo dell’arte.